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Perché e come partecipare

08/10/2008 - Agli Stati Generali Comunicazione pubblica (Bologna, 6,7,8 ottobre 2008) un incontro sulle esperienze partecipative e gli scenari della governance

Tra i convegni degli Stati Generali Comunicazione pubblica (Bologna, 6,7,8 ottobre 2008), un approfondito confronto si è svolto martedì 7 attorno al tema “Tra postdemocrazia e governo inclusivo dei beni comuni:  quale futuro per le esperienze di innovazione partecipative attivate nei territori nell’ultimo decennio? L’iniziativa era promossa da: Regione Emilia-RomagnaAgende 21 locali ItaliaCittadinanzattivaRete Nuovo MunicipioCaminaComunicazione Pubblica.

Nell’introduzione Paolo Tamburini , responsabile del Servizio Comunicazione ed Educazione alla sostenibilità della Regione Emilia-Romagna, Consigliere nazionale di Comunicazione Pubblica, ha sottolineato come una comunicazione correttamente intesa (che non trasmette solo informazioni) è alla base di ogni processo partecipativo, ne è la sua precondizione. Nondimeno – ha aggiunto  - c’è una esigenza di chiarificazione sul significato, e soprattutto sulle pratiche, di partecipazione.  Vanno evitati la confusione, accenti ideologici e retorici, simulazioni e conseguenti effetti boomerang che talvolta connotano queste esperienze.   Oggi, ha continuato Tamburini, siamo sottoposti alla falsa alternativa tra “modi sbrigativi” e “discussioni che non finiscono mai”, in entrambi i casi non si affronta seriamente il tema della governance. Dobbiamo fare tesoro delle esperienze che sono state attivate e sperimentate negli ultimi dieci anni su iniziativa di Enti Locali, Associazioni e vari portatori di interesse. Ci sono buone pratiche ma anche errori e insuccessi da cui imparare. C’è l’esigenza di consolidare e standardizzare maggiormente i processi e gli strumenti partecipativi, facendo chiarezza sugli obiettivi che ci si pone; i ruoli degli attori coinvolti; le competenze e gli strumenti a disposizione; dando applicazione omogenea, integrata e trasversale ai diversi settori; utilizzando maggiormente gli strumenti di e-democracy. Per consolidare l’innovazione occorre un quadro di riferimento che orienti e consenta di valutare i processi attivati. Risorse e strumenti per analizzare e monitorare i fenomeni a scala nazionale, regionale e locale; formazione a supporto per le tecniche, metodologie e nuove competenze; educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza attiva; supporto alle strutture interne agli EELL nell’applicare strumenti e modelli.

Contributi di:
Eriuccio Nora, Direttore del Coordinamento nazionale Agende 21 locali;
Valter Baruzzi, direttore scientifico di CAMINA;
Angelo Maria Cirasino, responsabile comunicazione della Rete Nuovo Municipio;
Claudio Lombardi, coordinatore della conferenza delle regioni di Cittadinanzattiva;
Walter Sancassiani, direttore del centro ricerca e consulenza Focus Lab.

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