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10 principi per una PA 2.0

03/11/2009 - In occasione del Venezia Camp 2009, sono stati presentati e discussi i contenuti, gli obiettivi e le ambizioni del Manifesto Amministrare 2.0, promosso da un gruppo di enti locali, associazioni ed esperti di innovazione, per rilanciare i processi di riforma amministrativa e sintonizzarli con le recenti evoluzioni che stanno cambiando la rete e con essa il mondo. Tra i partecipanti ai lavori, anche la Regione Emilia-Romagna

Un decalogo concepito come un work in progress, per promuovere l’idea e i principi di un nuova modo di intendere la Pubblica Amministrazione e sincronizzare il suo senso, il suo passo e il suo operato all’era delle reti. Questo il biglietto da visita del Manifesto Amministrare 2.0, la cui prima bozza è stata redatta in occasione della passata edizione di Forum PA, e attualmente in discussione, nell’ambito di incontri fisici e virtuali, affinché possa essere arricchita, ampliata e raffinata in vista della prossima edizione del Forum, quando si prevede di rilasciarne la prima versione ufficiale.

Una  versione, affermano i promotori (tra essi lo stesso Forum PA, il Formez, i Comuni di Venezia, Monza, Parma, Reggio Emilia, Trieste e Udine, il network degli Innovatori della PA e Arte Studio), a sua volta passibile di ulteriori modifiche e aggiornamenti, nel pieno rispetto di quella filosofia web 2.0 che lo ispira.

Filosofia pienamente assecondata anche in occasione del Venezia Camp, l’evento che ha radunato nello splendido scenario dell’Arsenale di Venezia centinaia di innovatori dei settori pubblico, privato e sociale, e che ha costituito anche occasione per un incontro tra i primi promotori del Manifesto ed altri attori, Pubbliche Amministrazioni in primis, interessate a condividere i principi e le disposizioni della carta, così come a partecipare attivamente nel percorso di stesura collettiva attualmente in corso. Tra queste, anche la Regione Emilia-Romagna, rappresentata in laguna dalla responsabile dei progetti di partecipazione elettronica Sabrina Franceschini.

Molti e interessanti gli spunti e le suggestioni emersi dall’incontro veneziano. Ma, soprattutto, questa occasione ha permesso di tastare con mano che sono davvero tante le amministrazioni, e al loro interno gli amministratori, i dirigenti e i funzionari, disposti a impegnarsi in prima linea per affermare una nuova idea di Pubblica Amministrazione, e rilanciare quei processi di riforma e innovazione che negli ultimi anni hanno segnato diverse battute d’arresto, e non sempre sono stati in grado di tenere il passo di quella filosofia 2.0 che ha cambiato il web e con esso il vissuto di organizzazioni, imprese, istituzioni e milioni di persone. La bozza in progress del Manifesto “Amministrare 2.0” può essere letta e commentata al seguente indirizzo.
Di seguito si riportano i dieci punti chiave in cui si articola, e le frasi con cui vengono presentati e introdotti.

Il ruolo della politica
Alla regia di un’amministrazione 2.0 c’è in primo luogo una classe politica capace di assumersi con coraggio la responsabilità delle scelte.
La dimensione organizzativa
Nella logica 2.0, la Pubblica Amministrazione cambia la propria organizzazione, le procedure e i processi in funzione di una relazionalità nuova e meno autoreferenziali.
L’infrastruttura come diritto
L’accesso alla rete e, in particolare, alla banda larga deve essere facile ed economico senza distinzione di area geografica.
Il superamento del divide culturale
Tra gli interventi necessari per l’evoluzione della PA verso le logiche 2.0 prioritario è sviluppare capillarmente, nei diversi strati di cittadinanza, la cultura digitale.
Il coinvolgimento dei cittadini
Il concetto stesso di Amministrazione 2.0 porta con sé un massiccio intervento sulla partecipazione.
La multicanalità come nuova opportunità
Offrire un servizio ''su misura'' vuol dire anche poter individuare il canale più adatto a soddisfare le esigenze dei differenti segmenti di utenza. 
Disintermediare per migliorare.
Nello slittamento delle PA da una telematica “di vetrina” – informativa e unidirezionale – a un uso intensivo degli strumenti propri del web 2.0 – sociali e partecipati – è importante favorire una maggiore disintermediazione tra cittadini e PA e tra questa e i propri operatori.
Ripartire dalla semantica dei contenuti della PA.
La presentazione semantica delle informazioni, dei servizi e dei contenuti della Pubblica Amministrazione deve essere concertata con le comunità di utenti e disponibile alla “taggatura” (etichettatura individuale e di gruppo) per garantire una semplificazione e una sburocratizzazione dei termini e dei concetti.
Il software come fattore abilitante
Il software utilizzato nel pubblico deve essere aperto, realizzato in modalità partecipativa e la sua evoluzione, diffusione e implementazione deve essere condivisibile e trasferibile in atre amministrazioni pubbliche
Favorire lo sviluppo di comunità attive
Va favorito lo sviluppo di comunità di utenti (social network) che aggregandosi attorno a temi e contenuti possano stimolare la Pubblica Amministrazione a modulare i servizi web secondo le aspettative di quest'ultimi.

Roberto Zarro