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E a Bologna la partecipazione ha fatto il pieno

10/04/2009 - Altissima affluenza al seminario internazionale “E-democracy 2.0 - Istituzioni, cittadini nuove reti: un lessico possibile”. Nelle prossime settimane, online materiali e atti dei lavori. E sul sito partecipa.net il dibattito continua.

E’ stato un tutto esaurito. Non c’era un solo posto libero al seminario internazionale organizzato, lo scorso 8 aprile a Bologna, da Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Pep-Net.

Oltre 150 persone, nella splendida cornice della Sala Borsa di Bologna, hanno ascoltato con grande attenzione gli interventi che si sono succeduti nel corso della giornata. Una platea proveniente da diverse regioni, composta dafunzionari e comunicatori pubblici, referenti del mondo ICT, Agende 21 locali e dell’università, che ha più volte preso la parola per fare domande e considerazioni, anche con qualche punta di scetticismo. Un dibattito vivace che si è protratto oltre l’orario programmato per la chiusura dei lavori. Insomma, la partecipazione attiva davvero non è mancata.

L’appuntamento è stato utile per inquadrare il contesto regionale, nazionale ed internazionale su opportunità e sfide da raccogliere in tema di inclusione dei cittadini nella vita pubblica attraverso i nuovi media. Come superare digital divide e digital knowledge, ma anche quali pratiche di informazione e condivisione mettere in gioco; quali processi per favorire l’empowerment dei cittadini, quale cassetta degli strumenti disponibili e come utilizzarla.

Migliorare le politiche per una nuova governance, più trasparente ed efficiente; superare la frammentazione e favorire modelli inclusivi: è questo il terreno su cui deve lavorare la pubblica amministrazione.

E, ancora, chi rappresenta la comunità digitale e come si sviluppa la sfera pubblica. Oggi la sfera pubblica, viene sottolineato dal tavolo dei relatori, si dà per scontato coincida con l’ambito della democrazia, ma in realtà la sfera pubblica è da problematizzare.
Sono state illustrate le esperienze delle wiki cities in Germania, e le attività della rete paneuropea sulla partecipazione elettronica. Il bagaglio maturato dal World Social Forum con forme di partecipazione concepite come un ecosistema ed i processi non istituzionali sperimentati dell’associazione democrazia elettronica partecipazione pubblica.

Dalla platea c’è chi ha chiesto perché i cittadini non partecipano, e se lo fanno, quanto pesa la loro partecipazione nelle decisioni. E la democrazia elettronica è quindi solo sognata, come recita il titolo di un intervento. Di fondo resta il problema generale: costruire la partecipazione e/o accogliere la partecipazione dei cittadini? Istituzionalizzarne i processi o favorirne la fluidità? Riecheggiano anche le questioni, che solleva da tempo il prof. Rodotà, circa i diritti in rete e la necessità di una costituzione per internet.

Molta, dunque, la carne al fuoco, con tempi di cottura aperti alla partecipazione. Il dibattito continua anche su questo sito.

Daniela Malavolti

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